di Checco Tornielli –

Alba del secondo giorno, si parte per NW, verso Kalimnoos e Leros, vento poco ma in faccia…randa e motore a risalire il più possibile prima che il Meltemi aumenti, come fa di solito nel pomeriggio. In ogni modo, costeggiando Kalimnos e poi Leros, ogni 3 o 4 miglia abbiamo bei ridossi lungo la rotta (fig.2-3-4). La situazione è gestibile nonostante il vento sia aumentato, decidiamo di forzare un poco ed arrivare a Leros, golfo di Panteli, delizioso borgo peschereccio, sovrastato dall’immancabile fortezza dei Cavalieri di Rodi e dalla “chora” o città vecchia. Aperitivo sotto le mura del castello e classica cena greca a base di capretto.

La mattina dopo bella veleggiata a guadagnare latitudine, costeggiando Leros fino alla baia di Archangelos (fig.5), ridosso naturale da tutti i venti. Ormai siamo tre barche piene di romani (circa 30 persone), timidamente scendo a terra dove vedo un delizioso ristorantino con terrazza sulle rocce per chiedere se c’è posto per “trenta”. La risposta entusiasta è “paracalò! entaxei!”  Tavolo per i ragazzi, tavolo per i “veci”, 10 fiale di vino e passa pure questa serata (16.00€); ho capito che sarà una “gastrocrociera“.

Fig. 2 Kalimnos – Porto Vathis
Fig. 3 Kalimnos – Skyate
Fig. 4 Leros – Panteli

A me piace svegliarmi presto la mattina in barca, alle prime luci, anche perché in dinette fa giorno prima. Di solito all’alba non c’è quasi vento e la natura appare indisturbata. Prendo il gommone e parto piano piano senza meta precisa, costeggio. Poche centinaia di metri e si apre una seconda baia deserta, con spiaggetta sabbiosa anch’essa deserta e casupola diroccata con immancabile bandierone ellenico nuovo di pacca (siamo in isole a ridosso della costa turca e ci tengono all’identità). Spiaggio il tender, non c’è nemmeno un pò di risacca e mi inerpico con le scarpe da scoglio di Decatlon verso la casupola. Un albero di fichi è cresciuto dentro ed è carico di frutti. Torno al gommone e prendo il bugliolo (secchio)…pieno. A parte alcuni cocci di vetro a terra intorno è pulito. salgo su per la collina per vedere il mare dall’altra parte, lentischi selvatici, mirto, cardi e aglio selvatico che raccolgo. in cima al colle traguardo il mare oltre, vedo Lipsi dritta davanti a circa 5 miglia, a sinistra la frastagliata Patmos, capitale della cultura cristiana di rito greco ortodosso, a destra, più lontana, Agatonissi.

Fig. 5 – Leros – Archangelos

Contemplando Il tempo vola!…vedo gli altri equipaggi che già si sono mossi per Lipsi e scendo velocemente al gommone; arrivo a bordo e vengo “cazziato” poiché gli altri sono già salpati, ma sono abbastanza convincente con il secchio pieno di fichi e sponsorizzo la spiaggetta con successo, le 5 miglia che ci separano dal branco si faranno nel pomeriggio. Siamo in pieno nel “mood” della barca. A pranzo produco mezze maniche con friggitelli grechi e aglio selvatico, molto più delicato di quello commerciale, soffritto in olio extravergine, e vino bianco, un’acciuga sottolio, peperoncino q.b.

Con il vento a favore la navigazione a vela è molto piacevole e costeggiamo di nuovo Leros nel suo versante occidentale, destinazione Porto Lakki (Porto Lago).

Porto Lago  durante il governatorato italiano del Dodecaneso era una base per idrovolanti della Regia Marina e il suo nome é dovuto al tributo verso il Governatore dell’epoca, “Mario Lago“. Persona illuminata e democratica, governò per 14 anni le isole durante quello che è considerato il loro periodo d’oro, prima di essere sostituito da Mussolini perché  troppo accondiscendente con la popolazione greca. Promosse la riforma del catasto e distribuì la terra ai contadini, fece convivere in armonia le molte etnie che abitavano le isole: turchi mussulmani, greci ortodossi, armeni, levantini, ebrei e italiani. Rispettò le diverse confessioni religiose e portò a termine gli scavi archeologici impostati da Amedeo Maiuri a Rodi e a Kalimnos. Terminò il restauro e il consolidamento del castello e della città fortificata dai Cavalieri Gerosolimitani di Rodi nonché la costruzione di edifici ed opere pubbliche.

In particolare la cittadina di Porto Lago, realizzata in pochi anni nello stile “razionalista” tipico del ventennio fascista e che porta il suo nome. La realizzazione di Porto Lago fu progettata da giovani architetti italiani inviati nelle varie colonie del Regno interpretando arditamente lo stile tipico razionalista e, oggi, dopo decenni di sostanziale incuria, lo stato greco ha ristrutturato con un bel lavoro di recupero che da al luogo una sua particolarità ed un certo fascino. Nella grande baia che era servita da pista di decollo e atterraggio degli idrovolanti italiani sono sorte due belle Marine efficienti per il diporto nautico. La sosta  è piacevole e la possibilità di lasciare la barca in sicurezza consente di effettuare una visita all’interno della splendida isola con auto o scooter a noleggio.

Porto Lago – il cinema

 

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