19 isole minori e la rivoluzione green prevista dal Recovery Plan

da | Apr 26, 2021 | Racconti di mare | 0 commenti

Secondo Il Sole 24 Ore “il problema di fondo è il seguente e si trascina da tempo: gran parte delle isole minori italiane non sono connesse alla rete elettrica nazionale. Così, in molti casi, la generazione poggia su vecchie centrali termoelettriche, mentre la distribuzione, imperniata su reti a media e bassa tensione, è poco estesa e molto frammentata. Con il risultato di una forte inefficienza complessiva e squilibri nel sistema di approvvigionamento energetico, ai quali si affiancano altre problematiche collegate alle scarse forniture idriche e al complesso processo di gestione dei rifiuti. Da qui la decisione di prevedere nel Recovery Plan italiano, che dovrebbe arrivare a stretto giro all’esame del Consiglio dei ministri, un investimento di 200 milioni per assicurare loro l’autosufficienza energetica.”

Favignana e Isole Egadi

Isole minori sono anche sinonimo di meta turistica di straordinaria bellezza.

Prima della pandemia il turismo delle isole minori valeva un milione di presenze a fronte dei 14 milioni del resto della Sicilia (in tutta Italia sono 435 milioni), e il 7 per cento dei 3,2 miliardi di euro prodotti da alberghi e ristoranti. Nell’anno nero della pandemia le piccole isole hanno retto meglio alla crisi, con una riduzione del 40 per cento delle presenze contro il 62 per cento regionale. Ora la sfida è riportare il turismo ma con un approccio totalmente sostenibile.

Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza si parla infatti di trasformare le 19 piccole isole in un “laboratorio” per lo sviluppo di modelli “100% green” e autosufficienti. «Gli interventi specifici per ciascuna isola – si legge nella bozza di Pnrr – interessano la rete elettrica e le relative infrastrutture per garantire la continuità e la sicurezza delle forniture e facilitare l’integrazione di fonti rinnovabili, ma procederanno secondo una logica integrata di gestione efficiente delle risorse». La differenza sarà nel modo in cui si porterà avanti l’azione amministrativa locale, passando per l’ottimizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti, gli impianti per produrre energia elettrica da fonti rinnovabili, i dispositivi di accumulo, le smart grid, i sistemi innovativi di gestione e monitoraggio dei consumi, l’integrazione del sistema elettrico con il sistema idrico dell’isola. Inoltre, particolare attenzione ai sistemi di desalinizzazione, costruzione o adeguamento di piste ciclabili e servizi/infrastrutture di mobilità sostenibile.

Isole Egadi | Veleggiando tra Levanzo, Marettimo e Favignana

Il rilancio del turismo parte dal mare

Le nostre isole rappresentano una ricchezza inestimabile. Meta turistica per eccellenza, possono essere dei veri banchi di prova per operare scelte davvero sostenibili. Lo chiede il buon senso, visto che le isole minori, in particolar modo, rappresentano degli ecosistemi delicati da vivere con rispetto e attenzione particolari. Partendo dal turismo, vero cuore economico per questa realtà, che nasconde però una doppia faccia. Mentre d’inverno le isole sono poco frequentate, nella bella stagione vedono aumentare a dismisura gli approdi. Ora poi, nel periodo covid, in transizione verso un’attesa normalità, la situazione deve essere gestita ancora con più cautela.

Alle Egadi ad esempio, la stagione come era prevedibile non è ancora partita: “Abbiamo avuto pochissime prenotazioni a Pasqua, a Favignana gli unici hotel aperti sono le piccole strutture a gestione familiare, gli altri senza turisti non possono né pagare le spese né assumere”, dice Nino Mazzara, dell’associazione turistico-alberghiera delle Egadi. Tra Favignana, Levanzo e Marettimo ci sono circa 4mila posti letto alberghieri ed extra-alberghieri che nel 2020 hanno registrato 144mila presenze a fronte delle 209mila dell’anno prima.

Isole minori post-Covid

In questo periodo “Prima del 2 giugno non apriremo”, dice Gigi Tranchina, presidente dell’associazione di operatori turistici Vivit Ustica. L’isola è già Covid free: da settimane non ha positivi. Ed è in pressing per la vaccinazione di massa osteggiata dai giganti del Nord.”

“Sulla questione ‘Isole Minori CovidFree’ – dichiara Giuseppe La Francesca, responsabile Isole Minori del Partito democratico provinciale – in questo particolare momento di crisi ed incertezza economica la politica deve assumersi la responsabilità di non alimentare polemiche, evitando di cadere nello scontro politico che non verrebbe compreso e generando così, sempre maggiore confusione in un momento in cui i cittadini invece chiedono certezze. Quando parliamo di massiccia campagna vaccinale per le isole minori non lo facciamo per mero interesse economico; certo è anche importante affrontare con maggiore serenità l’ormai imminente stagione estiva – conclude La Francesca – ma lo facciamo in quanto riconosciamo che le isole minori sono territori di per se sanitariamente molto fragili e dove i propri abitanti già affrontano enormi disagi proprio per le condizioni di insularità in cui vivono”.

Tra rilancio green per il futuro e presente tutto da gestire e da capire, le isole minori potrebbero rappresentare la vera cartina tornasole della gestione italiana del post-Covid. Una speranza per il nostro mare, un traguardo per il nostro Paese.

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